Toscano o cubano ?

Noi preferiamo il toscano….ecco la storia di un vizio antico dall’immagine affascinante che attraversa i secoli e le tradizioni: il sigaro toscano

Era il 1560 ed il Granduca di Toscana Cosimo I de Medici, iniziò la coltivazione del seme del tabacco, che secondo tradizione, gli sarebbero stati donati dal Vescovo di San Sepolcro, bellissima e storica cittadina dell’aretino.

Tutt’oggi la coltivazione principale è situata nella Alta Tiberina, che di fatto divenne il primo luogo di produzione dei semi di tabacco, area che è pian piano cresciuta fino a giungere a zona di coltivazione di pianta da tabacco più produttiva d’Italia.Lifestyle fashion dreams blogger Mariangela galgani sigaro toscano Toscana tuscany style bloggr giornalista

I sudditi del Granduca Cosimo I de Medici, iniziarono quindi un nuovo lavoro che, prevalentemente venne affidato alle donne, chiamate quindi “sigaraie”; proprio queste operaie hanno dato l’origine alla storia del sigaro Toscano, entrando per la prima volta nel mondo del lavoro. Nella metà dell’800, se ne contSigaro toscano lifestyle fashion dreams blogger mariangela galgani tuscany styleavano circa 20, e già dopo un secolo, ai preludi della prima guerra mondiale, erano 16.000. La procedura lavorativa del sigaro Toscano richiede una buona preparazione e solo dopo un tirocinio di 18 mesi si maturano i requisiti di preparazione necessari al confezionamento del sigaro. Una delle attitudini più complesse è senza dubbio la destrezza nell’eseguire più operazioni simultanee di lavorazione del sigaro, che ne richiede di molteplici e tutte, ovviamente, svolte a mano. Si parte con l’umettare di colla d’amido di mais la tavoletta di legno ed il lembo di foglia disteso su di essa, che poi deve essere la sagoma, istintiva, della porzione di lembo sufficiente a fasciare tutto il sigaro, in maniera precisa e senza troppo eccedere. E’ qui, appunto, che la destrezza e l’esperienza della sigaraia fa la differenza. Si passa poi a pesare esattamente il quantitativo di ripieno necessario, formato da pezzi di battuto grandi e piccoli, diLifestyle fashion dreams blogger Mariangela galgani giornalista sigaro toscano tuscany style stribuito in maniera tale che la loro densità sia uniformemente distribuita su tutta la lunghezza del pezzo, tenendo presente che deve essere posta in maniera tale da favorire il tiraggio. L’addetta, può quindi iniziare ad avvolgere la fascia attorno al ripieno tramite movimenti ben indirizzati e coordinati, avanzando e tirando, in maniera tale che il sigaro sia fasciato a elica con tre spire di fascia, debba essere “fusiforme”, rispettando i diametri in pancia e punte, tenendo anche presente e cercando di aver cura che le nervature della foglia risultino parallele all’asse di avvolgimento del sigaro, utilizzando la troncatrice doppia per la spuntatura.

Mediamente, una sigaraia, può arrivare a produrre giornalmente una massimo di 500 Toscani, che tradotti in misura dell’epoca sono pari a 10 medaglie e 20 sigari (la medaglia corrispondeva a 50 sigari confezionati). Il prodotto finito, viene quindi messo su di un tavolo della sigaraia in gruppi da 25 all’interno delle misurine, e successivamente confezionati.

Il controllo di qualità dei sigari viene eseguito dalla Maestra, la più anziana sigaraia messa a capo del coordinamento di gruppi di 14 lavoratrici. I sigari “promossi” passano poi sui telai di legno con fondo rete a maglie piccole: i pezzi difettosi vengono invece restituiti alle sigaraie per riconfezionarli. Il prodotto idoneo subisce quindi l’ultimo lavoro della produzione, che termina con l’essiccazione ed il passaggio nelle celle di maturazione.

Oggi, passati quindi diversi secoli, l’agormento è tornato attuale poiché è in arrivo il nuovo sigaro “Granduca di Toscana Cosimo I” che celebra le origini del tabacco in Italia. Infatti, le Manifatture Sigaro Toscano, hanno realizzato l’ultimo prodotto, il nuovo sigaro Granduca di Toscana Cosimo I, nominando ed omaggiando il suo fondatore, che altresì lo usò, lo diffuse e getto quindi le fondamenta per la nascita dei sigari a marchio Toscano.

Il sigaro è un piacere, una passione e perché no, anche uno status symbol, mai tramontato. Basti pensare al grande ed al piccolo schermo, dove subito ci vengono in mente grandi attori del calibro di Clint Eastwood fino ad arrivare a Winston Churchill che, seppur inizialmente si rifiutò di accenderlo per via della sua forma “stortignaccola”, ne divenne poi un grande estimatore, oppure a personaggi politici come Pier Luigi Bersani e Fausto Bertinotti.

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